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Docilità - GerMission- Associazione Gesù è risorto

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1D  DOCILITA'
 

LA DOCILITA’ A DIO E’ OBBEDIENZA

Gesù è obbediente  alla volontà del Padre: “Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato” (Gv 6,38) “Obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil 2,8). Per questo può chiedere a noi l’obbedienza!

Il passaggio da credente a discepolo è l’obbedienza (ab-audire-dall’ascolto) Senza questo passaggio si rimane al livello di neonati (adulti col biberon!!!) A questa età si riferisce l’Apostolo Paolo parlando ai Corinzi: “Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma come ad esseri carnali, come a neonati in Cristo. Vi ho dato da bere latte, non un nutrimento solido, perché non ne eravate capaci” (1 Cor 3,1-2). A questa età si riferisce anche : “Come bambini appena nati bramate il puro latte spirituale, per crescere con esso verso la salvezza” (1 Pt 2,2). Nella lettera agli Ebrei c’è il rimprovero per i credenti di non essere cresciuti in proporzione agli insegnamenti ricevuti: “Voi che dovreste essere ormai maestri per ragioni di tempo, avete di nuovo bisogno che qualcuno vi insegni i primi elementi degli oracoli di Dio e siete diventati bisognosi di latte e non di cibo solido” (Eb 5,12).

Gesù non consiglia, comanda “Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando” (Gv 15,14)

Siamo liberi di obbedirgli o meno “Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?».  Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna” (Gv 6,66-68)

 
Il discepolo deve obbedire, docilità  “Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio” (Lc 9,62)

Obbedienza non è fare ciò che sento, ma ciò che Lui ordina. I sentimenti, le emozioni, sento o non sento non sono propri del discepolo. Il discepolo non “sente”, obbedisce e basta. Il discepolo non è condizionato dalle emozioni del momento, né dai sentimenti. Il discepolo non serve se stesso né gli altri, serve Gesù. E’ come un soldato “Sopporta anche tu le sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù” (2Tim 2,3) Amare, perdonare, donare, ecc… non è frutto di sentimento ma di obbedienza: mortificare noi stessi.

Solo l’Obbedienza porta benedizione Ogni benedizione di Dio è preceduta da un “se”: “Vedete, io pongo oggi davanti a voi una benedizione e una maledizione: la benedizione, se obbedite ai comandi del Signore vostro Dio, che oggi vi dò; la maledizione, se non obbedite ai comandi del Signore vostro Dio” (Deut 11,26-28) “Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8,31)

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