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Tabù : Un enorme deretano su un vecchio divano

GerMission- Associazione Gesù è risorto
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Un enorme deretano su un vecchio divano

Alla visione dei video di Anton sul nostro sito, una credente ci ha detto che i video sono belli e significativi, ma “toccano un argomento delicato”. Praticamente un tabu’.

Sembra che il termine tabu’ venga dalla Polinesia (strano, no?) e indica una “forte proibizione a cambiare una consuetudine consolidata”. Ecco perché “infrangere un tabu’” è considerata un’azione degna di biasimo dalla maggioranza, diciamo dal pensiero comune. Certamente Gesu’ fu messo in croce proprio perché il Suo messaggio e le Sue azioni andavano a infrangere i tabu’ del tempo e tutt’ oggi viene nuovamente crocifisso da quei credenti che vivono rassicurati dai propri tabu’ perché costerebbe loro troppo cambiare.

Il tabu’ piu’ diffuso tra i credenti è quello del denaro. “Toccatemi tutto ma non il denaro!” è il motto dei piu’. Questo mi fa ricordare ciò che anni fa missionario laico, la cui moglie si era ammalata di depressione per questo motivo (si era logorata nel sentirsi umiliata dai credenti che serviva) mi disse: Sai Bob qual è la preghiera segreta dei credenti quando pregano per missionari come noi? Al mio diniego aggiunse: “Signore, mantieni umile il nostro missionario, perché a mantenerlo povero ci pensiamo noi!”.

Questo mi fa ricordare (ma potrei scrivere un libro al riguardo e forse lo faro’…) l’episodio vissuto da me e mia moglie tanti anni fa perché è la stessa storia che si ripete con modalità e persone diverse, ma la sostanza non cambia.

Un’amica, fervente credente, veniva settimanalmente a trovarci a prendere un caffè da noi. Una mattina venne e si sedette sul nostro divano come era solita fare. Il nostro mobilio era tutto riciclato
e anche il nostro divano non era un’eccezione. Era bello, d’epoca con i suoi velluti, ma estremamente…vecchio e malandato. Cosi’ come ce l’avevano donato cosi’ l’avevamo messo in sala.

Ma quella volta, quando l’amica pose il suo enorme deretano sul divano, lancio’ un urlo di dolore. Una vecchia molla l’aveva trafitta: atto poco nobile ma comprensibile per una vecchia molla su un vecchissimo divano. Non so se la reazione della vecchia molla fosse per l’insostenibile propria vecchiaia o per il peso non indifferente del deretano, ma tant’è.... reagi’ in modo piccato. A quel punto, rialzatasi massaggiandosi il fondoschiena lievemente offeso proruppe: Pregherò con fede affinche’ il Signore vi provveda un divano nuovo. Poi bevve il caffè e se ne ando’.

Qualche giorno dopo un amico di mio suocero, che aveva appena acquistato un divano in pelle che non piaceva alla moglie, decise di regalarcelo. Ne avrebbe comprato un altro nuovo, piu’ gradito alla moglie. Cosi contenti, sostituimmo il vecchio divano sfondato con quello nuovo (rivestito ancora di cellophane).

Ripasso’ la nostra amica a trovarci per un caffè. Entro’ in sala e vide il nuovo divano appena arrivato.
Dopo qualche secondo di sorpresa, esclamò: Ma questo è troppo. Accompagnò questa esclamazione di dispiacere con un inequivocabile smorfia di invidia. Aveva pregato certamente per un divano, ma piu’ modesto (suvvia…non bisogna chiedere al Signore qualcosa di bello per un missionario. E’ lecito chiederlo per casa propria ma non per la casa di un missionario). Cosi’ lei pensava. Glielo lasciammo pensare mentre gustavamo il caffè. Lei era allibita, noi eravamo felici. Felici non solo per il divano ma felici perché il Signore ci aveva dato il meglio, superando le aspettative di tutti.

Quante altre volte è successo nella nostra vita missionaria (piu’ ci penso, piu’ penso al libro da scrivere sulla Provvidenza di Dio e sulla stupidità dei credenti prigionieri dei propri tabu’ che abbiamo incontrato).

Nel Vangelo Gesu’ dice che: “Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona (Mt 6,24). Il tabu’ dei credenti, ancora valido ai nostri giorni, è quello del denaro. Se lo demonizzano, lo fanno con quello altrui, mai del proprio. Magari risciacquano la coscienza con qualche “opera buona”, giusto per sentirsi a posto e generosi. Ma nella sostanza vivono prigionieri del possesso (e della sicurezza che ne deriva) e dell’ipocrisia cristiana nel trattare cose spirituali ma disincarnate (disincarnate assai) dalla realtà.

Se la preghiera di questi credenti è: “Signore, mantieni umile il missionario, che a mantenerlo povero ci penso io” la mia preghiera per ciascuno di loro è: “Signore, con la stessa misura con cui misurano a me, tu misura a loro”. Ecco perché i conti si fanno alla fine e Colui che tirerà le somme è Colui che sa ricompensare per ogni bicchiere d’acqua e sa penalizzare per ogni bicchiere negato. “Non possiamo prenderci gioco di Dio; perché quello che un uomo avrà seminato, quello raccoglierà” (Gal
6,7). A volte si raccoglie in questa vita, ma non sempre. Certamente si raccoglierà in quella futura.

Roberto Aita
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Ma Cristo si è fermato a Eboli?

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Ma Cristo si è fermato a Eboli?

 
Lo scrittore e pittore Carlo Levi cosi’ intitolo’ il suo libro piu’ famoso: Cristo si è fermato a Eboli, descrivendo in modo mirabile la cultura arcaica di quella realtà di paese della Basilicata, negli anni ‘40 non raggiunto ancora dalla strada e dalla ferrovia. Terra quasi dimenticata da Dio.
 
Ho preso a pretesto il titolo dell’opera di Carlo Levi per ricordare che nella realtà Gesu’ non è mai fermo, né si ferma in un luogo per lungo tempo. E’ cosi’ anche nei nostri confronti, certamente nei miei.
 
E’ Gesu’ che prende l’iniziativa: ci raggiunge, ci chiama, ci invita ad andare a Lui. Quando accogliamo il “Vieni” andiamo a Lui e questo è… l’inizio del Viaggio. Per tanti è anche la fine. Purtroppo. Vanno a Lui e si fermano li’, pensando di stare con Lui tranquilli, in un luogo sereno e immutevole. Ma Gesu’ non rimane li’ dove Lo abbiamo incontrato. Vieni e seguimi, Sequela Christi.
 
E’ un Maestro Itinerante, mai stanziale. Lui non rimane fermo, segue il Vento dello Spirito, per cui non ci chiama di andare a Lui per rimanere fermi in un luogo (chiesa, gruppo, comunità,ecc…). Troppi si fermano in un luogo, uno stato spirituale, per stare con Gesu’,  ma non si accorgono che Gesu’ non è piu’ li’. Si è spostato, si è mosso, è andato piu’ in là e loro sono invece rimasti indietro. Pensano di “possederlo” di averlo nel loro ambito, come ingabbiato nelle loro regole, nelle loro umane tradizioni ma Lui invece non è li’.
 
Per questo Gesu’ non dice solo: VIENI, ma aggiunge il SEGUIMI.
 
Il Maestro itinerante non ha un luogo permanente dove posare il capo (Mt 8,20). Non si è mai fermato (neanche a Eboli);  è nello Spirito SEMPRE dinamico, in movimento. E’ nel Presente: Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito” (Gv 3,17).
 
Troppi sono andati a Lui e poi la’ si sono fermati, pensando che Lui rimanesse fermo li’ dove Lo hanno conosciuto. Ma Lui non è rimasto fermo, mai. Per questo non ci dice solo VIENI, ma aggiunge SEGUIMI.
 
Seguire il Maestro è stare con Lui. E’ un Viaggio nello Spirito. In movimento, cambiando luoghi, stato, idee, regole,ecc… E’ camminare nelle Novità dello Spirito che sa fare “nuove tutte le cose” (Ap 21,5) senza essere mummificati, imprigionati e imbrigliati da pregiudizi, da “cose vecchie”. Tutto cambia. O siamo nel cambiamento o siamo vecchi. Passati.
 
Anche il seguente versetto viene malinteso: Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. (2Cor 5,17). Consideriamolo con attenzione.
 
“Se uno E’ in Cristo”.  Non dice: Se uno è stato. Non dice: se uno sarà.   Dice: adesso.

 
Se sta seguendo ADESSO il Maestro. Troppi invece l’hanno seguito e poi si sono fermati. Costoro “sono stati” in Cristo, ma ora hanno perso il contatto. Altri magari hanno buoni propositi per il futuro: Saro’ in Cristo. Ma nella Sequela Christi, è SEGUIRE ADESSO il Maestro. Solo cosi’ possiamo essere creature nuove che vedono schiudersi le cose nuove.
 
Se non lo stiamo seguendo e l’abbiamo perso di vista è tempo di tornare a Lui e deciderci di seguirLo. Non perseveriamo nel tragico errore di coloro che di fatto pensano che sia Gesu’ a dover seguire loro. Sono coloro che pensano di farGli fare quello che vogliono, che si creano un “Gesu’ personale” secondo i loro comodi.
 
Ma Gesu’ non è con costoro.
 
Lui si è spostato contando di essere seguito e invece molti si sono fermati, pensando di poterlo trattenere e “intrattenere” con loro. Ma Gesu’ non si ferma, non si è mai fermato. Segue il Vento dello Spirito e coloro che sono “nati dallo Spirito” non sanno da dove vengono e dove vanno. Sono in Viaggio.
 
Ecco perché il Suo Invito: Vieni e Seguimi è piu’ che mai attuale. Essere andati a Lui è stato importante, ma è triste se non siamo disposti a seguirlo. Se non siamo al suo seguito, siamo “vecchie persone” aggrappati alle “vecchie cose” e impossibilitati a “vedere le nuove”.
 
Ma la Sequela è un viaggio. E’ dinamico, ci si sposta, ci si muove per luoghi nuovi, cose nuove, persone nuove, rivelazioni nuove. “Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano. (1Cor 2,9). Coloro che lo amano, adesso. E coloro che lo amano Lo seguono: Chi mi ama mi segua (Mt 16,24).



Messaggio di Gesu’- La maledizione dei cristiani

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Messaggio di Gesu’- La maledizione dei cristiani

È giunto infatti il momento in cui inizia il giudizio dalla casa di Dio (1Pt 4,17)
All’alba ho percepito nel mio cuore la Sua Voce. Inconfondibile. Parole che hanno toccato profondamente il mio cuore e poi le mie orecchie. Parole che non mi è facile ripetere per iscritto.  Ma quando Lui mi dice: queste Mie parole scrivile e condividile con piu’ persone possibili, tutte quelle a cui Io ti invio, allora Gli obbedisco e le scrivo. Le condivido con te.
Questo Messaggio parte da una Rivelazione (1), a cui segue un Monito (2) e si conclude con un Appello (3)

Rivelazione di Gesu’ (1)
Ti do’ la mia Forza per liberare i prigionieri. Uomini e donne che dicono di amarMi ma sono sotto maledizione. Pensano di essere Miei, ma io non li conosco.

Mia riflessione profetica
Molti credenti credono erroneamente che le maledizioni siano prerogativa del Vecchio Patto (la Legge mosaica) e non del Nuovo Patto (Gesu’). Ma non è cosi’. I credenti si auto-espongono alla maledizione quando non perdonano (Mt 6,12; Lc 11,4):
rimetti a me  i miei debiti (perdonami quando pecco con Te Padre)
come (allo stesso modo; nella stessa misura)
io li rimetto ai miei debitori (perdono chi pecca contro di me)
Versetti simili confermano questa verità, cioè il fatto che i credenti in Gesu’ possono attirare sulla propria persona delle maledizioni: possono a loro volta “crocifiggere di nuovo Gesu’ ”  (Eb 6,6-8) oppure mangiare e bere “la propria condanna” (1Cor 11,27-29). Non riconoscere il “Corpo di Cristo” è fare del male (danneggiare, criticare, mormorare, perseguitare) altri credenti che sono parte del Corpo (1Cor 12,15-27) e rivela quanto questi credenti vivano nella menzogna: “Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede” (1Gv 4, 20-21).
Sintesi. Chi non perdona adesso (non rimette il debito) non è perdonato adesso da Dio. Non godendo del perdono di Dio, è sotto maledizione.

Monito di Gesu’ (2)

Avvisali. Non avere paura. Molti non ti crederanno perché preferiranno auto-assolversi e non convertirsi davvero. Chi non ascolterà le Mie Parole, non dimora in me. Dicono di essere nella Mia Chiesa, ma Io non li conosco.

Mia riflessione profetica. Molti credenti privilegiano la “forma” alla “sostanza”, cioè al “cuore”. “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuore è lontano da me” (Mt 15,7-9). Altri privilegiano la propria “sana dottrina” esclusiva e divisiva. Dottrine diverse, credo diversi, denominazioni diverse, interpretazioni diverse con una caratteristica triste che accumuna “ho la verità”. Da questo nascono divisioni, contrasti, conflitti, emarginazioni che sono propri del diavolo (divisore). Tutti pensano di avere piu’ conoscenza e possedere piu’ verità degli altri per cui si gonfiano e si dividono:  “La conoscenza gonfia, l’amore edifica” (1Cor 8,2-3)  Ma dimenticano che non è sulla “conoscenza” o sulla “fede” o su altro che siamo qualcosa dinanzi a Dio : “Senza Amore non sono nulla” (1Cor 13,1-7). Chi vive cosi’ non è da Lui conosciuto (Mt 7,21-29)
Sintesi. Chi non vive adesso la “comunione” con gli altri credenti, vive una fede formale e apparente, ma lontana col cuore da Dio. Per questo divide, separa, emargina (compie “mutilazioni” al Corpo di Cristo). Parla di perdono, ma non perdona. Parla di amore, ma non ama.  Parla di unità, ma separa e divide.

Appello di Gesu’ (3)

Tu muoviti per primo. Agisci sulle Mie Parole. Chi ti ascolterà, agirà. Chi agirà ascolterà Me. Chi non agirà, sarà sordo alle Mie Parole e persevererà nell’ inganno del maligno. Io non li riconosco e non li riconoscero’.

Mia riflessione profetica. Il Signore chiede a me, per primo di agire. Lo ascolto. Non so se altri accoglieranno questo appello, ma io lo accolgo. Contattero’ ogni persona con cui credo di avere dei “conti in sospeso” e chiedero’ perdono. Desidero vivere da “pienamente riconciliato” con tutti, almeno per quello che mi riguarda e non rimarro’ ferito dai rifiuti  (Rom 12,17-21). Non andro’ davanti al Signore senza aver cercato la piena riconciliazione (Mt 5,23-24). Sono consapevole che sarà misurato a me come io misuro gli altri (Mt 7,1-2). Non mi accontento di essere tra i molti chiamati, ma desidero essere tra i pochi Tuoi eletti (Mt 22,14. Mi ravvedo e desidero compiere (realizzare) le opere (azioni) che il Signore mi chiama a compiere col Primo Amore (Ap 2, 4-5)
Sintesi. Se io non agisco adesso, per primo, sono sordo alle Sue Parole. Non posso andare davanti al Signore senza “ricevere perdono” e “dare perdono”.  Sono giudicato da Te, cosi’ come giudico gli altri. Sono separato da Te cosi’ come separo gli altri da me. Sono diviso da Te, cosi come mi divido (diavolo) dagli altri.

Considerazione finale
La mia preghiera e il desiderio del mio cuore è che questa RIVELAZIONE, questo MONITO e questo APPELLO siano accolti dal mio cuore e dal tuo cuore. E’ questione di Vita o di Morte:  E' lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita” (Gv 6,63)

Roberto Aita



Caco: l’inganno delle nuove parole

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“Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro.  Guai a coloro che si credono sapienti e si reputano intelligenti” (Is 5,20-21)
In questa nostra società ipocrita e perbenista, lo Stato scrive su ogni pacchetto di sigarette frasi tipo: “ Il fumo fa male al bimbo che porti in grembo” e poi lo stesso Stato concede il “diritto” di eliminare fisicamente quel bimbo attraverso l’aborto. Non è un omicidio è semplicemente una IVG (interruzione volontaria di gravidanza). L’inganno delle parole.
Se si vuole procedere a una IVG in modo rapido, si ricorre alla RU486 (la pillola del giorno dopo) che uccide quell’embrione (grumo di cellule) appena formatosi, senza conseguenze.
Dal greco “eu” (buona) e “thanatos” (morte) sta avanzando il diritto dell’eutanasia (buona morte). Buona non si sa, ma lenta certamente per “interruzione dei sostegni vitali”. L’inganno delle parole. Forse si potrebbe chiamare cacotanasia, dal greco “kakos” (brutta, cattiva) e “thanatos” (morte)
Poi la GPA (gestazione per altri), utero in affitto. Si firma un contrattino con la madre gestante dove è spiegato bene il compenso e i tempi di consegna del prodotto. Tra le clausole anche un diritto di recesso (aborto) nel caso il bambino si presentasse difettoso…Questo apre la strada alla possibilità di coppie gay di “adottare” un bimbo (o comprare?). L’inganno delle parole.
E cosi via in tante altre situazioni.Ci si auto-inganna credendosi più furbi di Dio, senza esserlo. Anche tra i credenti si è diffuso il morbo del “faccio quello che voglio, tanto Dio è buono”. I credenti che parlano di perdono, ma non perdonano. Parlano di unita e invece dividono. Parlano di parole positive e invece calunniano. Parlano…parlano…parlano, ma non fanno. La loro vita parla più forte delle loro parole. L’inganno delle parole.
Costoro si auto-ingannano pensando che il Dio nel Nuovo Testamento sia diverso da quello del Vecchio. Cosi invocano permanentemente un Dio buonista della misericordia, escludendo che Dio è giusto : Quando qualcuno ha violato la legge di Mosè, viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni. Di quanto maggior castigo allora pensate che sarà ritenuto degno chi avrà calpestato il Figlio di Dio e ritenuto profano quel sangue dell'alleanza dal quale è stato un giorno santificato e avrà disprezzato lo Spirito della grazia? Conosciamo infatti colui che ha detto: A me la vendetta! Io darò la retribuzione! E ancora: Il Signore giudicherà il suo popolo. È terribile cadere nelle mani del Dio vivente! (Eb 10,28-31)




La fede che ottiene

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Cos' è la fede? Una pratica religiosa? È questa fede che cambia in meglio la vita delle persone? E’ questa fede che guarisce? Non sembra.

A volte le persone più tristi si incontrano proprio in Chiesa! Preti e pastori tristi, omelie e prediche soporifere, gente grigia o legalista che confonde la tristezza con la serietà e il rispetto.

Se c’è un luogo nel quale non si deve esprimere una gioia autentica è proprio il luogo di culto cristiano. Tristezza e noia avvolgono il tutto in un manto mortale.

È questa la fede? Questa millantata fede che non sposta un granello di polvere e non produce un millesimo di gioia? Questa è religione esteriore, non fede. Per questo fa bene a tutti noi ascoltare la video testimonianza di Teresa:


Il granello più piccolo, di senape, di fede ha un potere immenso! Non tanta, ma buona! Un granello
sposta tonnellate di problemi! In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile. (Mt 17,20)
Tutto è possibile con la fede! “La tua fede ti ha guarito” dice Gesù a coloro che hanno ricevuto. Non dice: la mia fede, dice: la tua fede. La fede non è una pratica religiosa esteriore, spesso così inefficace. La fede del cuore, in Gesù è efficace. E’ una fede attiva e operante.

Ciò che credi nel tuo cuore, avverrà. Credilo, pensalo, chiamalo ad esistere. Vi sia fatto secondo la vostra fede.(Mt 9,29) Va' e ti sia fatto come hai creduto»(Mt 8,13)

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Roberto





Simone e Sonia

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Ricevo quotidianamente tante mail con richieste di preghiera, consigli, discernimenti, ecc…
E’ sempre per me una grande gioia essere disponibile alle persone che chiedono aiuto: tutto questo è parte integrante della Mission che il Signore mi ha affidato.

E’ ancor piu grande la gioia per me, ricevere le varie mail che ringraziano il Signore per le Risposte alle preghiere. Sono tutte delle testimonianze bellissime, che colmano il mio cuore di gioia e riconoscenza al Signore.

Tra queste vi è la bellissima testimonianza Thriller di Simone e Sonia.


Come reagiresti di fronte a:

- Una vicina di casa psicopatica e indemoniata che ti molesta?
- Che ti controlla quotidianamente in tutto?
- Che ti minaccia e ti augura ogni male possibile?
- Che arriva al punto di incendiare la tua casa?
- Che tenta di uccidere te e la tua famiglia?
- Che tenta di investirti con l’auto?
- Che manda in fumo la vendita del tuo immobile?
- Che vuole diabolicamente distruggere te e la tua famiglia?

Sono personalmente testimone diretto di come Simone e Sonia hanno SEMPRE, anche nei momenti piu duri e terribili (ricordo, tra le altre, una telefonata con Simone al Pronto Soccorso dopo l’ennesimo tentativo di violenza omicida che aveva subito), GUARDATO AL SIGNORE. Sempre.

Anche quando tutto remava contro di loro. Sempre fedeli al Signore. RESILIENTI.

Ascoltate la loro forte, testimonianza Thriller, che da gloria al Signore.

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Roberto




Oggi come Ieri

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Oggi come ieri, stare sulla breccia.
Mi fu rivolta questa parola del Signore:
«Figlio dell'uomo, dì a Gerusalemme: Tu sei una terra non purificata, non lavata da pioggia in un giorno di tempesta. Dentro di essa i suoi prìncipi, come un leone ruggente che sbrana la preda, divorano la gente, s'impadroniscono di tesori e ricchezze, moltiplicano le vedove in mezzo ad essa.
I suoi sacerdoti violano la mia legge, profanano le cose sante. Non fanno distinzione fra il sacro e il profano, non insegnano a distinguere fra puro e impuro, non osservano i miei sabati e io sono disonorato in mezzo a loro.
I suoi capi in mezzo ad essa sono come lupi che dilaniano la preda, versano il sangue, fanno perire la gente per turpi guadagni. I suoi profeti hanno come intonacato tutti questi delitti con false visioni e oracoli fallaci e vanno dicendo: Così parla il Signore Dio, mentre invece il Signore non ha parlato.
Gli abitanti della campagna commettono violenze e si danno alla rapina, calpestano il povero e il bisognoso, maltrattano il forestiero, contro ogni diritto. Io ho cercato fra loro un uomo che costruisse un muro e si ergesse sulla breccia di fronte a me, per difendere il paese perché io non lo devastassi, ma non l'ho trovato. Io rovescerò su di essi il mio sdegno: li consumerò con il fuoco della mia collera: la loro condotta farò ricadere sulle loro teste». Oracolo del Signore Dio. (Ez.22-23,31)

E’ un passo della Sua Parola a dir poco immenso. Vorrei che leggendolo  Dio ti parli, ti incoraggi, ti ammonisca e ti stimoli attraverso di esso così come ha fatto a me.

Contesto:  Ezechiele è in esilio. Il popolo amato ha girato le spalle a Dio, e Dio ha permesso che fosse deportato in  Babilonia.  Dio cerca chi preghi, cerca chi gli chieda in preghiera.

Quando uno prega per se si chiama “richiesta”; quando uno prega per altri si chiama “intercessione”. L'intercessione è un qualcosa di necessario e di fondamentale perché Dio possa lavorare nella vita delle persone e nel mondo.

In questo passo il male che vede Dio nel suo popolo non riguarda un limitato numero di persone, ma è generalizzato a gran parte di esso

Tutti erano coinvolti:


i leader politici: erano diventati ladri che razziavano i beni del popolo; (versetto 25)
i suoi sacerdoti: coloro che avrebbero dovuto intercedere tra Dio e il popolo, mischiano la loro chiamata con il mondo e non fanno quello che Dio gli chiede. (versetto 26)

i profeti: avrebbero dovuto dare voce a Dio, ma invece parlavano del loro, anche quando Dio era rimasto in silenzio, erano diventati ipocriti, amanti del mangiare e del bere (versetto 28)

..e queste tre categorie lavoravano assieme!

Ma il popolo non era da meno:
i ricchi rubavano ai più poveri per accumulare ancora altre ricchezze. Il profitto era l'obiettivo.(versetto 29)
Tutti erano corrotti,  politici, sacerdoti,  profeti,  e popolo...
Vi suona familiare?  Dovrebbe? Rispecchia la realtà della nazione dove stiamo vivendo? Certo, le analogie sono molte!

L'unica cosa che avrebbe dovuto fare Dio in una situazione del genere sarebbe stata quella di girarsi dall'altra parte, e dimenticarsi completamente di quella stirpe corrotta, attendere che tutti fossero morti nei loro peccati, e ricominciare da zero, in un altro posto, in un'altro pianeta, in un'altra galassia...

E invece no! Dio cercava ancora qualcuno che si arrampicasse sulle macerie di quella generazione, avesse il coraggio di guardare negli occhi il proprio Signore, essere un ponte tra Dio e quella generazione corrotta... ma non c'era nessuno!

“Ho cercato in mezzo a loro qualcuno che potesse costruire un muro di difesa, che potesse stare sulle brecce delle mura, per difendere il paese e per impedirmi di distruggerlo, ma non l'ho trovato.” (versetto 30)

E se Dio non trova nessuno che faccia da ponte... la sorte del suo popolo sarà segnata.

Io rovescerò su di essi il mio sdegno: li consumerò con il fuoco della mia collera: la loro condotta farò ricadere sulle loro teste». Oracolo del Signore Dio . (versetto 31)

Chi sta sulla breccia? Il Signore lo chiedeva allora e lo chiede ancora oggi!!

La parola originale per breccia è “perets”, che significa “buco”, “spazio vuoto”, “interruzione”.


Quando un nemico attaccava le mura, e creava un buco per entrare, c'era sempre qualcuno che stava là, sul buco, sullo spazio vuoto, sull'interruzione della protezione per impedire che il nemico entrasse e, una volta entrato, uccidesse.

Dio non è il nemico, il buco l'aveva fatto il popolo, da dentro, aveva distrutto l'alleanza con Dio; era lui il nemico di se stesso, non Dio.

Ma Dio cercava, prima di attaccare, e distruggere,  qualcuno, uno solo che stesse là, cercando di impedire la battaglia finale,  e che intercedesse per il popolo.

Dio è santo, e giusto, e deve punire il male,  ma allo stesso tempo è pieno di amore, e cerca qualcuno che interceda affinché, prima che sia troppo tardi, l'altro si ravveda, ed Egli non sia costretto a punire.

Stare sulla breccia, stare nello spazio vuoto, tutto questo si chiama “intercessione”.
Che cosa significa intercedere? Intercedere significa intervenire in favore di qualcuno.

Dio  cerca donne e uomini  per intercedere. Cerca persone che stiano in mezzo, stiano sulla breccia che presentino a Dio le richieste di altri che non possono, o non sanno, o non vogliono, con il cuore amorevole di Dio
Colui che intercede è come se allungasse quanto può le proprie braccia e mettesse una mano sul Trono di Dio, e l'altra  sulla spalla delle persone, per colmare la distanza. Chi intercede sta in mezzo tra l'infinito amore di Dio e il Suo nemico il diavolo che vuole distruggere.
Il vostro avversario, il diavolo, gira come un leone ruggente cercando chi possa divorare.(1Pt.5,8)

Quello spazio vuoto non ci dovrebbe essere,  e Dio cerca persone che possano riempirlo,  e avvicinare le persone a Dio, Dio alle persone, E' questo quello che fa l'intercessore.
Dio vuole aiutare tutta la persona nella sua interezza spirito anima e corpo.
Le richieste che ci arrivano sono tante e tante le persone che ci aiutano in questo. Vuoi essere anche tu"sulla breccia" con noi? Io voglio incoraggiarti: le tue preghiere possono muovere la mano di Dio in favore degli altri sarai nello stesso tempo di  benedizione e benedetta sarà la tua vita.
Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti
e intercedeva per i peccatori.(Is.53,12)  
Gesù morto per noi tutti il più sublime esempio di intercessore. Grazie Gesù per essere stato “sulla breccia” più dolorosa, più angosciante, più straziante per me.
Unisciti a me nell’intercessione www.germission.org
Margherita da Arco (TN)




Fra Dolcino

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Conosco Roberto e Loira da anni e sostengo l'opera che il Signore  ha affidato  loro con le mie preghiere.  Gioisco con loro per le meraviglie del Signore (sono tante le testimonianze edificanti che accompagnano la sua attività evangelistica e divulgativa)  e soffro con loro per le varie persecuzioni a cui sono sottoposti. Siamo fratelli veri in Cristo proprio per questo.

So della famiglia di Roberto che lo ha ripudiato,tanti anni fa, ( Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua -Mt 13,57)  per la  missione che porta avanti. So delle sofferenze che a loro vengono causate anche da coloro  che hanno ricevuto tanto dal Signore attraverso la Sua missione. Conosco la loro tenacia e determinazione, nonostante tutto  e tutti.

In loro vedo adempiersi le parole di Gesù: " E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato (Mt 10,22) Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. (Mt 10,32)

Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.  Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. (Mt 10,37-39)

Ogni giorno, e grazie a Dio non solo il solo, prego per loro affinchè la persecuzione sia un fattore di crescita nella loro vita, come l’azione del sole sulla pianta che la irrobustisce e la fa crescere.

E' questa anche la tragica storia della chiesa, che non ha saputo riconoscere i santi, i profeti, gli inviati da Dio: li ha individuati e, quando è stato possibile, li ha eliminati. Ma poi la storia passa e quelli che sono stati sacrificati, quelli che sono stati umiliati passano ad essere i veri testimoni del Signore.

Tra le tante figure prendo per esempio una donna straordinaria che è stata Teresa di Avila. Era entrata tra le monache di clausura, ma lei era la donna delle beatitudini, cioè in sintonia con Dio, sentiva insufficienti i mezzi, gli strumenti che la regola le dava ed aveva bisogno, proprio perché era in sintonia con Dio, di agire in una forma nuova. Ebbene il vescovo scrive al santo uffizio queste testuali parole: “ho qui nella mia diocesi una monaca che è femmina inquieta e vagabonda”.

È il classico esempio di una monaca femmina inquieta e vagabonda, che la chiesa, dopo un po’ di tempo,  ha riconosciuta come santa e Dottore della chiesa, invece del vescovo se ne è persa la memoria.

Ricordatevi della parola che io vi ho detto: «Un servo non è più grande del suo padrone».
Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi (Gv 15,20)

E tutti quelli che vogliono rettamente vivere in Cristo Gesù saranno perseguitati. (2Tim 3,12)

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: «Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti». Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri. (Mt 23,29-34)

Prego per i persecutori, per i calunniatori, per coloro che con varie modalità tentano di ostacolare la missione dell'evangelizzazione, perchè anche loro sono comunque amati da Dio e parte del suo progetto nella vita di coloro che servono Dio.

A maggior ragione prego per tutti coloro che sostengono con le preghiere, con la presenza attiva, con l'amicizia fraterna, con la condivisione dei beni, la Missione dell'evangelizzazione.

Pax Et Bonum

Frà Dolcino - Monte Rubello (Biella)




Caro Leo

GerMission- Associazione Gesù è risorto
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Caro Leo,

rinnovandoti (ripeto: rinnovandoti) di cuore l'amicizia che ci lega da anni e nel tentativo (ripeto: tentativo) di darti una "scossa positiva"  (ripeto: positiva)  non solo al contenuto profondo della tua mail, ma alla tua vita intera, mi permetto, data la confidenza tra noi di scriverti la mia risposta.

Hai già ricevuto diversi commenti postati sul blog alla tua mail.  E' stata apprezzata per i contenuti sinceri e "alti". Hai suscitato un significativo interesse e ognuno da parte sua, con il proprio commento,ha voluto o cercato di aiutarti. Nessuno ha la Risposta, ma ci hanno provato :-)

Pensieri e sentimenti nobili di chi cerca il volto di Dio.

Ma Leo, tu lo sai, abbiamo concordato di postare la tua mail "tagliata". Tagliata. Perchè? Semplice: perchè avevi dato una risposta personale  a una mia mail a te di qualche giorno prima (copio testualmente la parte tagliata da Bob a Leo ):

Bob a Leo:  Hai detto di non volerti "impegnare" in nessuna realtà per rimanere libero. Concordo. Ma, come sai, non siamo un "gruppo" o "comunità" classica, per cui la tua libertà di "collaborare" a Germission, come lo è per tutti coloro che già collaborano, non viene minimamente intaccata. Aderendo infatti alle 4D dei GerPartner (distacco, da sè, distacco dagli altri, decima e discepolato)prima di essere un Impegno verso GerMission, è un Impegno verso il Signore, Impegno personale. Cosa ti trattiene dall'aderire?

Tu Leo, mi hai risposto con la mail che abbiamo concordato di postare  sul blog, tolta la parte "epurata" questa tua risposta alla mia domanda di cui sopra (cito testualmente):

Leo a Bob:  La ragione fondamentale per cui non aderisco in pieno a Ger è proprio questa: non ho avuto la gioia di un incontro personale e vivificante con Gesù, quindi non sono un testimone credibile. Io non aderirei per fiducia in una persona che non ho incontrato, ma per Bob Aita, che ha fatto di queste quattro D il suo stile di vita.

Leo,  questo è il punto vero !

Qui Leo, perdonami,  esprimo "un aspetto poco piacevole del mio carattere" come hai scritto tu. Necessariamente poco piacevole per te. Nella mia risposta a te, non c'è risentimento, ironia o sarcarsmo, c'è l'estremo (ripeto: estremo) tentativo di avvicinarti a Dio in modo radicale e concreto. E' il tentativo (ripeto: tentativo) di farti uscire da questa "evanescenza" spirituale e umana che ti avvolge. Ti chiedo scusa, ma che amici siamo se non posso esprimermi con confidenza e franchezza nei tuoi confronti?

La verità acclarata è che il tuo problema è il rapporto col denaro. Delle 4 D non ti disturbano la docilità, il distacco o il discepolato, ma quello che ti disturba profondamente è la decima.

Non preoccuparti, non sei il solo. Fai parte della maggioranza: sei in buona compagnia. Ogni 100 persone che incontro e che mi esprimono come te negli anni "amicizia, stima e affetto" solo una è disposta a offrire al Signore la decima (1 su 100 è sempre meglio di "uno su mille ce la fa" :-) Le alte "vette spirituali" di cui scrivi, si infrangono al cospetto della decima. Qui è il tasto dolente, amico mio. E lo sai. Il tuo problema è il denaro.

Leo carissimo, perdonami se nella mia franchezza appaio "spiacevole". So che quando parlo come Dio parla attraverso le Scritture, sono più urticante di un paio di mutande di cartavetrata ! Mi pare che anche Gesù fosse così "spiacevole" da essere messo in croce ben prima del Calvario: la verità che rende liberi, quando viene rifiutata deve essere "annacquata" nel politicamente corretto. Non tu Leo, ma sono molti i credenti, aderenti ai vari circoli cristiani, che pensano in fondo che "Gesù sia morto per un colpo di freddo"!

La verità del vangelo è rivoluzionaria e i credenti (o coloro che lo cercano come te) preferiscono dormire, trastullandosi con le fantasie spirituali o pseudo masturbazioni mentali.  Un vescovo indiano diceva: quando Gesù passava nei villaggi, accadeva una rivoluzione con guarigioni, conflitti e persecuzioni. Quando passo io mi offrono una tazza di thè".

Lo sai Leo, ci conosciamo da anni. Tutte le volte che abbiamo preso insieme una birra al bar, la tua stessa mano che prontamente afferrava il boccale, è sempre stata poi come "paralizzata" nell'aprire il portafogli. Ti ho sempre offerto io la birra con gioia e continuerò a farlo. Perchè io sono ricco. Lo so. Sono ricco nel donare, sono ricco nel ricevere. il Signore mi ha dato molto e io ho dato molto a Lui. Lui è impareggiabile, ma io provo a eguagliarlo. Cerco l'eccellenza (non il cardinale di turno, che non sempre eccelle nel bene) ma il meglio con Dio.

Leo, non rattristarti per le mie parole. Sei parte della maggioranza e nei paesi democratici come il nostro, la maggioranza vince. Nel mondo vince la maggioranza, nel Regno di Dio vince la minoranza, perchè sono pochi quelli che entrano per la "via stretta". E' più comoda la via larga, anche se conduce in tutt'altra direzione.

a.s.a. : un nuovo conio.  Il denaro: un problema per molti, anche molti credenti (sic). Mi permetto di dirti che comunque hai coniato una nuova moneta: "amicizia, stima e affetto". Un nuovo conio: a.s.a. Altro che le criptomonete e bitcoin!

Leo, come scritto sopra, per un credente che riesce a colmare la distanza che separa il cuore (parte nobile) dal portafoglio (vil denaro), ve ne sono 99 che non ce la fanno proprio. E' una cosa più forte di loro e devono arrangiarsi a "giustificare" in mille modi diversi questa "incongruenza": vogliono dare tutta la loro vita a Dio e conoscerlo, ma non vogliono che Dio metta il Suo naso nel loro portafoglio. Parlano di "alte vette spirituali" ma poi cascano sul "vil denaro" da cui fanno una fatica improba a condividere. Hanno imparato a tenere le cose distinte: offrono "stima, amicizia e affetto", mai il denaro. Stima, amicizia e affetto probabilmente costano meno, mio Leo.

Io ringrazio ogni giorno quel 1% che prega, crede e dona alla Mission. Li ringrazio anche di persona, perchè pregano, credono e donano a GerMission. Ma che dire dei 99 credenti su 100 che incontro e offrono alla Mission le "briciole" e a volte neppure quelle?   Si credono molto generosi nei confronti della Mission offrendomi il nuovo conio: "stima, amicizia e affetto" (a.s.a.)?

Ma ti confesso alcune cose Leo:      

Ogni volta che ho provato a pagare il pieno di gasolio per l'auto con questo nuovo conio (a.s.a) non l'hanno mai accettato: il gestore di ogni distributore mi ha sempre chiesto il "vil denaro". Strano.

Ogni volta che abbiamo affrontato spese per i viaggi, gli spostamenti, le sale, le chiese, gli strumenti, i media per l'evangelizzazione, non ho mai potuto pagare col nuovo conio (a.s.a). Mai.

Ogni volta che nel corso degli anni, che ho fatto la spesa, ogni volta che ho pagato le tasse universitarie dei miei figli, ogni volta che ho pagato le bollette, ogni volta che ho dovuto cambiare l'auto, non so perchè ma mai nessuno ha accettato di essere pagato con "stima, amicizia e affetto". Mai. Strano.

Leo, anche quando sei stato invitato a cena a casa nostra, non so il perchè, ma nessuno mai ha accettato il mio pagamento dei vini e dei cibi per i graditissimi ospiti, tu compreso, pagando con "stima, amicizia e affetto". Mai. Ho sempre dovuto pagare col "vil denaro". Strano. Molto strano, non trovi?

Tu Leo sei un dipendente. Pensa se il tuo datore di lavoro il 27 di ogni mese ti dicesse: Leo, ti ammiro molto e apprezzo tantissimo il tuo lavoro. Non ti pago col "vil denaro", ma ti ricompenso con "stima, amicizia e affetto". Certamente saresti felice. Ah, che gioia! Usciresti felice con le tasche piene di a.s.a e ancor più felice di non avere un euro! Come goderesti! Del resto tu non  lavori per il "vil denaro" ma per i "nobili sentimenti" e le "elevate ricerche di Dio" e con quelli ti manteni dignitosamente!

Leo sei vicino alla cinquantina e dovresti aver capito che la vita costa. Una donna costa. Se la inviti a cena, costa. Se le compri un mazzo di fiori, costa. Se le regali un anello, costa. Se poi la sposi, costa. Se hai dei figli, costano. Ma tu no. Tu paghi con "stima, amicizia e affetto" e forse, dico forse, è uno dei motivi per cui una donna non ce l'hai.



Sono sgradevole e spiacevole nel dirti queste cose. Lo so. Ma se non te le dico io queste cose, data la confidenza che ci lega da anni, chi te le può dire?

Anche S Paolo era ricompensato da molti credenti solo con "stima, amicizia e affetto".  Lo scrive ai Corinti (1Cor 9,9; 1Tim 5,18) con toni piuttosto forti (anche lui aveva aspetti poco piacevoli del suo carattere, tanto da scrivere ai Galati che era meglio evirarsi Gal 5,12). Ma anche lui aveva dei credenti che offrivano denari per sostenere la sua missione ( Fil 4,14-17). Anche Gesù e i suoi erano sostenuti nella missione coi denari (Lc 8) Altro che gli a.s.a che usi tu....

Un Signore che non è capace di guarire la tua mano paralizzata nel donare, come farà a toccare il tuo cuore che è ben più importante ?

Ripeto: sei parte della maggioranza. Consolati. Secondo molti, la distanza che separa la parte nobile del cuore dalla parte vile del portafoglio, và conservata. Per questo molti credenti che paiono così "mistici e spirituali" sono poi incapaci a condividere i loro beni, Mi chiedo solo se questo renda più ricchi o il contrario. Stando al Vangelo se non si colma questa distanza, si è poveri.

Gesù dice: "Date a Cesare quello che è di Cesare e date a Dio quello che è di Dio" (Lc 20,25) ma la maggioranza preferisce avere la coscienza a posto solo con Cesare (tasse, tributi, doveri,ecc...) . Del dare la propria parte a Dio (offerte, decima, generosità, ecc...) non gliene frega proprio nulla (sic!)

Leo, ti invito al solito bar quando ci incontreremo. Spero di non averti offeso. Non credo, perchè sai che ho aspetti poco piacevoli del mio carattere....ma almeno un carattere ce l'ho. Potresti essere l'incarnazione del proverbio: Dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io (scherzoooooo :-)

Non preoccuparti: la prossima volta, al solito bar, dopo la birra, alla cassa, sarà sempre la mia mano più sana della tua a pagare. Tenterò ancora a pagare con "stima, amicizia e affetto", ma dopo uno sguardo inequivocabile del barista, temo che mi toccherà ancora pagare coi denari. Ma lo farò con gioia, perchè stare con te è la cosa più importante. Tutto il resto crepi! Anzi, crepi l'avarizia!

Un abbraccio forte,

Bob



Tu cosa risponderesti

GerMission- Associazione Gesù è risorto
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Tu cosa risponderestiCaro Bob,

quando ho cominciato a frequentarti, anni fa ormai, mi aveva colpito una cosa di te,che ho notato ancora una volta la settimana scorsa. La tua assoluta sincerità, la naturalezza, la convinzione con cui parli della tua missione, della tua vocazione, del tuo rapporto vivo con Gesù. Si capisce, anche attraverso certi aspetti poco piacevoli del tuo carattere, l’urgenza che senti in te, a volte sofferta, di portare tutti a Cristo, di annunciare con credibilità la Parola.

In te non c’è nulla di finto, non ti atteggi, sei sempre naturale, autentico nel bene e nel male. E questa autenticità si manifesta quando parli di Dio e del tuo lavoro, così come nell’amicizia. Hai messo tutto in discussione, con coraggio e fede, per un qualcosa che, a mio modo di vedere, rappresenta un mistero.


Per scegliere la vita che stai vivendo ci deve essere stato un incontro vero e proprio, un momento in cui hai potuto percepire, accanto a te, reale,  tangibile, inoppugnabile una Presenza, per la quale valeva la pena rischiare. Una Presenza di cui non hai potuto fare a meno di innamorarti e che tu forse non aspettavi. Questa Presenza ha illuminato la tua mente e soprattutto il tuo cuore, portandoti, o docilmente costringendoti, a dirigere verso di Lei i tuoi passi. Quell’ istante deve essere stato vertiginosamente gioioso, forse contrassegnato da solitudine, di certo fonte di dolorose incomprensioni. In seguito a esso tutto, dalle piccole alle grandi cose della tua vita, è cambiato, ha acquistato altro valore, è stato ridimensionato, come quando ci si innamora contraccambiati e ci si sente con stupore riconosciuti per ciò che si è e parte di qualcosa di più grande e di infinitamente bello e stupefacente.

Bene, Bob. Ti prego di non reputare la mia una sorta di bestemmia, ma io, in tutti questi anni, per quanto lo abbia cercato con sincerità, nel modo in cui, di volta in volta, ne sono stato capace, questo Gesù vivo, reale, questa presenza trasformatrice, non l’ho trovata. Lo dico con assoluta onestà dinanzi a me stesso, conscio del fatto di avere cercato e di continuare a cercare.

So già cosa può pensare chi ha fede: “Ma come? Tu hai il cuore duro, sei rigido, apriti”. “Dio ti ama: lascialo entrare in te”. E ancora: “È colpa tua se non ti lasci andare, se non avviene questo incontro. Sei troppo razionale”. E tanto altro.

Mi permetto di dire che trovo tutti questi luoghi comuni, perché nessuno può essere nella parte più profonda e intima di me al punto da giudicare le mie intenzioni e i miei pensieri. Non è avvenuta una conoscenza di carne, ma solo di parole che mi hanno si aiutato, ma non trasformato nel profondo. Non è scoccata la grazia di quella scintilla che, sola, fa la differenza, modificando il nostro angolo visivo e la nostra esistenza.

Ci sono stati poi negli anni, me ne rendo conto ora, episodi che mi hanno segnato, e che tu conosci in parte, costringendomi a interrogarmi. Tre amici si sono suicidati, e due di loro erano sacerdoti.

La loro morte, per me, è un grosso mistero. Erano Suoi prescelti. Uomini, cioè, che Lui aveva voluto per Sè, per diffondere la Sua Parola, il Suo messaggio, e la loro morte, se ci penso, ancora oggi mi sconcerta. Dov’era Dio nel momento in cui si sono tolti la vita? E prima di questo gesto? Cosa li ha portati a scegliere il sacerdozio e poi a una fine così atroce? A volte mi viene da pensare che questa morte contraddica la chiamata, la forza di quell’incontro trasformatore: dov’è l’unzione che dovrebbe proteggere un consacrato proprio perché prescelto? Vedo tanta solitudine: solitudine vera, abbandono. Ho conosciuto bene soprattutto uno di loro (gli avevo chiesto di farmi da “padre” spirituale, da guida) e oggi, pensando a lui, mi domando: la fede aiuta davvero?

Ogni volta che ho partecipato ai tuoi incontri ne sono uscito sicuramente arricchito. Ricordo in modo particolare il primo, durante il quale avevi parlato dello Spirito Santo come fosse una persona vera e propria, in carne e ossa, viva accanto a noi. Questa tua descrizione era stata efficace, ma a distanza di tempo non posso dire che mi abbia aiutato a innamorarmi della Parola, a sentirla più mia, coinvolgendomi fino a smuovere in me qualcosa di nuovo in grado di cambiarmi nel profondo. O forse è ancora latente in me, in qualche angolo della mia anima, in attesa di scoppiare improvvisamente e illuminare di luce nuova la mia esistenza. Non lo so, in tutta onestà.

Nel corso degli anni, mi sono accostato a realtà diverse di preghiera.. E sempre me ne sono allontanato con la sensazione di essere entrato in gruppi che dicevano di volermi accettare per come sono, ma che poi tendevano un po’, forse involontariamente, a manipolarmi. Non mi sentivo a mio agio: a me non interessa parlare in lingue; non credo che un buon cristiano debba essere necessariamente chi segue questo o quel movimento, questo o quel gruppo.

Credo che un buon cristiano sia innanzitutto un uomo, che si sforza giorno per giorno di essere giusto dinanzi a se stesso, e quindi dinanzi a Dio, come ha fatto Gesù per primo. Ho la sensazione che uomini come Terzani (su cui dovremmo forse fare un bel discorso), pur nelle loro incertezze e nonostante abbiano abbracciato per puro caso altre religioni, siano molto più cristiani di tante persone che si professano tali. Non hanno avuto come te la grazia di un incontro rivelatore, ma la loro esistenza, le loro parole, mi hanno dato molto, e hanno arricchito quella sensibilità spirituale che sento forte in me, seppure diversa dalla tua.

Non ho avuto la gioia di un incontro personale e vivificante con Gesù. Se io guardo indietro, alle varie esperienze che ho fatto, soprattutto nel periodo dell’adolescenza, quella che maggiormente mi ha segnato dal punto di vista spirituale è stata la settimana a Taizé, dove ero andato con un gruppo di ragazzi della mia Parrocchia.

In quel villaggio piccolo ma affollatissimo di ragazzi provenienti da tutto il mondo, nonostante il caldo afoso e opprimente di agosto, ho trovato un piccolo segno del divino: il sorriso indifeso, straordinariamente sereno e disarmante di Frere Roger. Nella calma di quegli occhi ho colto, per la prima volta in vita mia, qualcosa che oserei definire “santità”. Non c’era in lui nessun desiderio di convincerci di qualcosa, di portarci a qualcuno, di forzare una conversione. Non voleva insegnarci nulla, eppure, proprio questa umiltà docile, questo silenzio parlavano più di mille parole e insegnamenti e ci invitavano ad andare oltre, ad aprire i nostri cuori, prima di tutto, a quella che è fondamentalmente una fiducia.

Ecco: ciò che io, oggi, ho incontrato nella mia vita, è questa fiducia, questa speranza, che però, per quanto posso dire, non ha un volto.

Io non so Bob come sarà il Paradiso. Ma mi piace pensare che sia proprio un incontro di anime che sono state capaci, nella vita, di credere in qualcosa di bello, di alto; e mi piace anche pensare che questo qualcosa si riveli essere la carne stessa di Gesù, cioè la sua realtà concreta, che ha parlato a tutti, anche a chi non lo ha incontrato, in modi misteriosi.

Caro Bob, spero di non averti annoiato con questa lunga mail, ma ho voluto essere il più chiaro e il più onesto possibile.

Ti abbraccio con amicizia, stima e affetto.

Leonardo



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